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Gen 2003 “Non ne possiamo più della violenza” del Gruppo Uomini di Pinerolo

UOMINI IN CAMMINO - PINEROLO

Gen 2003 “Non ne possiamo più della violenza”
del Gruppo Uomini di Pinerolo
[alla vigilia della seconda guerra del Golfo n.d.r.]

Le cronache quotidiane dei mass media ne sono piene, anche se ci offrono solo i casi più eclatanti.
Ma non ne possiamo più che così tanti uomini continuino a violentare, stuprare, uccidere donne, bambine e bambini e altri uomini.
Questi uomini, che alimentano i conflitti interpersonali e la guerra tra i sessi con la presunzione e l’incapacità al dialogo, pianificando poi e realizzando anche stragi familiari come unica soluzione possibile, interpretano, a nostro avviso, la stessa logica che muove i gerarchi del mondo a creare, prima, le situazioni di conflitto e ad affrontarle, poi, con la violenza della loro prepotenza. 
E’ così evidente la pretestuosità delle loro motivazioni che, a volte, lo scoraggiamento, l’impotenza, il dolore, ci sopraffanno e ci ammutoliscono.
Eppure come loro continuano imperterriti a perseguire strategie di morte, così noi dobbiamo resistere, sottrarre il nostro consenso e far crescere il dissenso verso queste modalità di vivere le relazioni politiche all’interno dei singoli Stati e a livello internazionale.
E’ la strategia propria della cultura patriarcale, che da alcuni millenni si impone con la paura e il dominio, con il dolore e la minaccia del dolore.

Mar 1999 “Breve cronistoria dei primi 5 anni” del Gruppo Uomini di Pinerolo

UOMINI IN CAMMINO - PINEROLO

Mar 1999 “Breve cronistoria dei primi 5 anni di vita”
del Gruppo Uomini di Pinerolo

Il Gruppo Uomini (GU) nasce nel mese di aprile del ’93, dall’incontro di tre ‘filoni di motivazioni” all’interno della Comunita’ cristiana di Base (CdB) di Pinerolo:

1 – anche per cogliere l’invito alla conversione che ci viene dalle donne, non possiamo più tacere di fronte al maschilismo imperante nella chiesa (aborto, stupro, sessualità…); è un terreno ecumenico dove possiamo creare ponti e contatti;
2 – il modello di donna a cui siamo abituati è pensato dai e funzionale ai maschi: dobbiamo riscoprire il modello-Gesù, il suo modo di rapportarsi con le donne;
3 – li genere maschile è responsabile della violenza-oppressione verso le donne: è ora che l’autocoscienza individuale diventi collettiva, perchè la colpa-responsabilità è collettiva.

Abbiamo scelto da subito una sede “laica” (quella dell’ARCI), per evitare possibili steccati, e una cadenza (mensile) compatibile con tutti gli altri impegni.