Questa 1/2 del cielo

Per una sana lettura fondamentalista del Vangelo
di Beppe Pavan, pubblicato su Uomini in Cammino n° 1 - 2011



Quante volte abbiamo ascoltato, letto, meditato, discusso e pregato sul capitolo 5 del Vangelo di Matteo! [Non lo trascrivo per ovvi motivi di spazio. E’ quello delle “beatitudini”] Ricco, denso, stimolante... e problematico. Nella mia esperienza di credente riconosco che la problematicità, di questo come di altri brani evangelici, emerge solo grazie allo studio comunitario, collettivo, di gruppo. Chi predica dall’alto della propria cattedra, per quanto modesta e povera sia – perché solo a quello è stato formato -, ci potrà offrire un sacco di informazioni e di suggestioni coerenti e nuove, rispetto alla catechesi “legalista” di farisaica tradizione, ma difficilmente aprirà un capitolo intitolato “il Vangelo è soprattutto un invito alla conversione maschile”.

 

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Dic 2010 "Buoni propositi per il 2011"
dei "Disertori

"Sul sito Femminismo a sud, compaiono sempre più di frequente i testi dei Disertori [dall'esercito del patriarcato, si intende]. Abbiamo già pubblicato l'intervento di uno di loro.

Nel rinnovare a tutt* gli aguri per l'ancora giovane 2011, pubblichiamo con grande piacere i loro "Buoni propositi" per l'anno nuovo.


1. Per troppo tempo, molti di noi hanno trascurato la salute fisica, mentale e spirituale. Prendiamoci cura di noi stessi, senza demandare la responsabilità della nostra cura ad altre/i.

2. Prendiamoci la responsabilità di mantenere e preservare le nostre relazioni sociali. Inviare biglietti di auguri, acquistare i regali per i nipoti, ricordare i compleanni, o anche solo organizzare cene per stare in compagnia, sono attività che ci mantengono vivi ed in relazione con altre/i. Smettiamola di lasciare ad altre/i la gestione della nostra rete sociale! Ricordiamo in prima persona a chi ci sta vicino che teniamo alle loro parole e alla loro presenza.

3. Ascoltiamo le donne, senza interrompere, senza smentire immediatamente, senza criticare o deridere solo perché sono donne. Ascoltare, comprendere, rispondere in modo pertinente sull’argomento e non in base al genere dell’interlocutrice/ore. E tenendo la bocca chiusa abbastanza a lungo, potremmo imparare qualcosa!

4. Facciamo attenzione, nelle nostre attività e/o discussioni, a quanto diamo peso alle opinioni, alla parola ed alla presenza di altre soggettività. La mancata partecipazione di donne, trans e persone di diverse provenienze e/o vissuti ci vincola al paradigma patriarcale, eteronormativo * e razzista.

5. Impariamo anche i gesti e le attività che lasciamo fare sempre e solo alle donne. Fare il bucato in modo corretto, ad esempio. Tu ed io sappiamo come fare il bucato. E’ facile quanto cambiare l’olio tenendo in mano una birra, riparare lo scarico, o agganciare un nuovo televisore al plasma. E’ l’ora di smettere di fingere d’essere ignoranti. Capiremo molto di più di noi stessi e guadagneremo strumenti e possibilità di comprensione reciproca.

6. Eliminiamo le parole misogine e sessiste dal nostro vocabolario – e dal nostro dialogo interiore pure. Quando una donna fa qualcosa che non ci piace, non la chiamiamo “troia” – nemmeno nella nostra testa! E’ un’atteggiamento mentale stupido e funzionale alla violenza. Evitiamo la complicità silenziosa con altri esprimendo chiaramente dissenso quando ascoltiamo linguaggi e/o assistiamo ad atteggiamenti misogini e omo/transfobici.

7. Dobbiamo sempre essere forniti di profilattico e metterlo prima che lei sia costretta a chiedercelo. Basta indossarlo. E’ un atto di rispetto e responsabilità che dobbiamo a noi stessi e a chiunque faccia sesso con noi.

8. Evitiamo qualsiasi attività sessuale che oggettivizza, sfrutta, ferisce o umilia le donne. Evitiamola, anche perché è umiliante e degradante anche per noi.

9. Scegliamo di avere rapporti sessuali esclusivamente con persone che siamo certi siano consapevoli e consenzienti. Ciò significa che non siano ubriache, confuse, o impaurite. Che non siano state manipolate o la situazione non sia frutto di un atto di bullismo, molestia e/o pressione psicologica o abuso di potere.

10. Risolviamo eventuali conflitti in modo non violento, senza abusi, senza ritorsioni o vendette e senza coinvolgere chi non c’entra – soprattutto se si tratta delle figlie e dei figli.

11. Troviamo un altro uomo da amare, in qualunque modo. Amico, padre, collega: proviamo a sentire, anche per scherzo, anche in una battuta, il rumore della parola “amore” detta a un altro uomo. Facciamola uscire fuori e vediamo che effetto fa. Mettiamoci alla prova, in questa come in altre situazioni.

12. Lavoriamo per eliminare la nostra omofobia e/o transofobia. L’eteronormatività * distrugge la nostra connessione con tutti gli altri esseri umani. E ci impedisce di amare. Dobbiamo essere in grado di amarci profondamente. Come uomini siamo capaci di dare e ricevere tanto amore – e non solo dalle donne.  Informiamoci, leggiamo, parliamo, conosciamo altre esperienze. Ne guadagneremo sicuramente in qualcosa.

13. Informiamoci sul femminismo. Ci sono tante storie e correnti femministe quanti movimenti letterari e avanguardie artistiche. E’ una storia enormemente complessa sulla quale è doveroso saperne di più, soprattutto perché interessa noi, che eravamo siamo e saremo lì, insieme a chi ha una sua storia che pochi conoscono. Di nuovo e ancora: conosceremo in tal modo molto di più anche noi stessi.

 

* Per eteronormato, eteronormativo, eteronorma si intendono tutte quelle regole/norme comportamentali/ psicologiche/ linguistiche etc che si basano sull’idea che l’unica sessualità possibile e/o obbligatoria sia quella etero.

 

 



"Disertore"
di Drew Falconeer
dal Blog Femminismo a sud

Dei Disertori, trovate qui anche i "Buoni propositi" per il 2011

"Disertore"
Come femminista, mi sveglio ogni giorno con un dolore dietro il collo. Non sono nato così, non sono nato femminista. Nessuno lo è.

In effetti, veniamo al mondo pronti per essere educati all’opposto. E l’insegnamento comincia dal primo giorno.

Nel corso degli anni, nessun* mi aveva mai parlato di quel dolore. Non ce l’avevo, non era previsto che l’avessi, e comunque nessun* credeva a quelli e soprattutto quelle che dicevano di averlo. Ero stato allenato per non credere alle donne, o per fregarmene dei loro problemi in generale, e mi dicevano che il loro scopo era di soddisfare quelli come me, mostrandomene le prove quotidianamente. Onestamente, sembravano essere dappertutto, spesso supportate da altre donne. Difficile confutare.

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Dic 2009 "10 domande a noi uomini italiani, a partire
da me, sul desisderio sesuale maschile verso le donne"
di Alessio Miceli
pubblicato su "Via Dogana" n° 91 – dicembre 2009

C’è una domanda fondamentale che mi ronza dentro, da quando è esploso questo dibattito pubblico, dapprima intitolato a Berlusconi e al tema “sesso, denaro e potere”, fino al caso attuale di Marrazzo che getta ombra su altri uomini di potere e di rilievo pubblico. Come uomo, la prima domanda che mi appare è questa: di chi devo parlare davvero? Allora taglio corto: c’è una sola via maestra per fare questo discorso ed è parlare di tutti gli uomini italiani a partire da me stesso, di quello che ci lega e anche ci divide nella nostra costruzione della sessualità maschile.

Infatti mi sembra che Berlusconi e Marrazzo oggi e non so chi altri domani non siano di più che delle maschere, delle figure più o meno caricaturali di ciò che la nostra società maschile nella sua maggioranza sta esprimendo, come dimostrano almeno due considerazioni.

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