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Parigi - marzo 2011 – Trocadero - UOMO/DONNA - FotoPAGI
Feb 2013 "Violentamente" di Gianguido PAGI Palumbo già pubblicato in estratto dalla rivista Mezzocielo di Palermo e dai siti di zeroviolenzadonne e di noi donnne
Io, uomo, sessantenne, siciliano, figlio ancora con madre novantenne, marito da quasi 40 anni, padre da 30, “Che ci faccio qui ?” Il grande scrittore Bruce Chatwin intitolava uno dei suoi libri così, occupandosi delle sue crisi di identità geoculturale, da europeo inglese in giro per il mondo. Io qui mi pongo questo interrogativo di fronte alla richiesta di scrivere come Uomo a proposito di Violenza Uomo Donna.
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Mag 2012 Donde vengono le emozioni (Un altro frammento di filosofia biografica) di Gian Andrea Franchi
Altri frammenti di una sua "filosofia biografica" sono "Vulnerabilità" e "Ore trascorse con la madre che muore"
Dopo la morte di mia madre è venuto alla luce un foglietto - un frammento di diario intimo - in cui esprime un’autentica angoscia alla vigilia delle sue nozze. Mi sono riconosciuto in questa pagina della giovane donna che sarebbe stata mia madre, apparsa ai miei occhi di uomo anziano come un grido d’aiuto postumo, lanciato probabilmente per tutta la vita, giunto infine dopo la sua morte a chi allora non esisteva. In questo foglietto riconosciuto la matrice delle mie tonalità affettive fondamentali. Ho percepito qualcosa delle emozioni profonde in cui mi sarei trovato avvolto alla nascita, come in un bozzolo, e che hanno in larga misura condizionato la mia storia.
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Un'opera di Louise Bourgeois (1911-2010)
Apr 2012 "Ore trascorse con la madre che muore" di Gian Andrea Franchi
Altri frammenti di una sua "filosofia biografica" sono "Vulnerabilità" e "Donde vengono le emozioni"
Perché di morire si tratta. Anche se non è moribonda. Anche se non è l’agonia in senso proprio, in senso forte o nel significato clinico. E’ una vecchiaia estrema che è forse entrata in una fase in cui vivere assomiglia all’intermezzo drammatico, fra un dormiveglia e l’altro - l’ordine simbolico che definisce la realtà si scioglie lentamente come una banchisa polare in estate. E’ qualcosa di meno e qualcosa di più di un’agonia. Qualcosa di meno, perché manca la sofferenza fisica evidente, le stigmate dell’agonizzante. Qualcosa di più, perché l’evidenza del finire è nella sofferenza mentale e psichica (anche se tali categorie sono riduttive): una sorta di paralisi, come di chi tentasse di fuggire girando in cerchio di fronte ad un pericolo estremo.
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Re Lear e il buffone in mezzo al temporale
Apr 2012 "Alla ricerca dell’autorità (maschile) perduta" di Alberto Leiss in Silenzi. Non detti, reticenze e assenze di (tra) uomini e donne *, a cura di Barbara Mapelli e Stefano Ciccone, edito da Ediesse già pubblicato dal sito DeA - Donne e Altri
Da molto tempo si svolgono seminari annuali tra uomini e donne per iniziativa dell’associazione “Identità e differenza”, prima a Asolo e recentemente a Torreglia. Questa associazione è un luogo misto, nel quale gli uomini hanno però sempre riconosciuto una grande – direi superiore – autorità politica alle donne e alla loro pratica politica ispirata dal femminismo della differenza. E’ un appuntamento, sostenuto dal desiderio e dall’energia di Adriana Sbrogiò, al quale sono molto affezionato, anche perché è stato il luogo nel quale sono cresciute, soprattutto negli ultimi anni, alcune relazioni tra uomini che hanno portato a una presa di parola pubblica in forme più evidenti. Da parte di uomini che cercano di riflettere in modo più aperto e critico sulla propria collocazione in un mondo in cui la libertà delle donne ha messo sottosopra l’ordine tradizionale.
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