Sex and the city

 


Illustrazione da "Piccole storie di una famiglia" di Francesca Pardi illustrazioni di BUM ill&art

Mar 2013 "Varizioni politico-filosofiche sul tema famiglia"
di Gian Andrea Franchi

Io ho attraversato interamente quella mutazione antropologica di cui parlava, con disperata energia, in prosa, versi e immagini, Pasolini. Il mio trascorso d’insegnante di Liceo, inoltre, mi ha offerto la possibilità di stare in contatto con giovani ‘figli di famiglia’, in una storica occasione, ribelli. Una ribellione che Pasolini non volle comprendere, di cui fu tuttavia a modo suo parte, e che, malgrado  i suoi limiti, ha segnato un passaggio di non ritorno (come accennerò in seguito). 
Questa mutazione conosce oggi altri livelli, più complessi e sfuggenti. Un percorso personale sottende dunque e dà il tono alle riflessioni che seguono.

La famiglia è stata fino ai nostri giorni il dispositivo elementare di potere in cui si esercitava, almeno in tutte le civiltà influenti, la forma primaria di dominio, il dominio dell’uomo sul corpo generativo della donna, soggetto, in secondo luogo, al godimento sessuale del maschio.

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Mar 2013 "Impressioni e note sul 
Convegno di Roma del 16-17 Mar 2013"
di Gian Andrea Franchi 
(19/03/2013)

Non è stato un seminario ma un convegno e come tale ha proposto stimoli e spunti da elaborare personalmente e collettivamente in modalità tutte da definire. Ci vorrebbero seminari effettivi, magari suddivisi territorialmente, non solo per comodità, da far confluire poi in una dimensione nazionale. Da quando partecipo a MP ho sempre avvertito la mancanza di un ambito regolare di ricerca collettiva, quindi di scambio e di conflitto, di quel conflitto creativo che è una forma d’amore e il sale della ricerca.

Sono ancora nuovo in quest’associazione e non conosco bene la sua formazione come può conoscerla chi l’ha vissuta dall’interno, cosa che è fondamentale per conoscere le dinamiche interne, perché sono quelle che ne determinano il carattere, più che le dichiarazioni e anche gli scritti.

Ho scelto di entrare in MP, dopo un’intera vita sperperata nei movimenti sociali e pre-occupata da una politica intesa come processo di liberazione collettiva e insieme singolare, convinto che implicasse una pratica radicale di critica del potere e insieme di costruzione di forme associative senza potere, della cui struttura originariamente e intrinsecamente maschile il movimento delle donne mi aveva da molto tempo convinto.

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Julius Henry, Leonard e Adolph Marx sul set di "A Day at the Race" (1937)

Gen 2013 “Mio fratello è figlio unico”
Cosa cambia se cambiano i desideri degli uomini?

Documento di Maschile Plurale in
vista di un
incontro pubblico, aperto a uomini e donne,
Sabato 16 e Domenica 17 Marzo 2013
presso lo SCUP di Via Nola 5 (S.Giovanni) a Roma


Questo testo, messo a punto da un piccolo gruppo che si è dato disponibile a lavorarci, si articola per parole chiave e pone delle domande a chi parteciperà all'incontro.

Una presentazione dell'incontro è comparsa sul bloga del Corriere della Sera a Firma di Lea Melandri e si può leggere qui

L'incontro si terrà sabato 16 e domenica 17 marzo a Roma nei locali dello SCUP, centro sociale "Sport e cultura popolare" in via Nola 5, a S.Giovanni.
I lavori cominceranno sabato alle ore 10 fino alle 13,30, per poi riprendere alle 15 dopo una pausa pranzo e ricominciare domenica alle 10, per la sola mattinata.
E' previsto anche un evento nella serata di sabato 16.
SI potranno consumare pasti (pranzo e cena sabato, pranzo domenica) negli stessi locali dello SCUP. 

Lo svolgimento per ora è previsto così: i temi del documento di convocazione saranno distribuiti nelle tre mezze giornate, introdotti da uno o due brevi interventi a cura di Maschileplurale, dopo i quali la discussione sarà libera per interventi di non più di 7-8 minuti, con la possibilità di interloquire ma molto brevemente. Si valuterà al momento l'opportunità di organizzare il confronto per gruppi, tendenzialmente nel pomeriggio di sabato.

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Feb 2013 "Un mutamento possibile"
di Alberto Leiss
già pubblicato sul sito di Alfatbeta2 il 15 Mar 2013

Massimo Recalcati ha interpretato la crisi della sinistra come frutto dell’incapacità di gestire un tipico conflitto edipico. I “padri” (Bersani, D’Alema ecc.) non hanno saputo vedere l’esigenza di un passaggio simbolico del testimone ai figli (Renzi). E d’altra parte anche i figli, imbracciando la bandiera della “rottamazione”, hanno irrigidito il conflitto negando ogni riconoscimento. Così lo scontro simbolico si imbarbarisce e, come si è visto, non produce nulla di buono.

Ma anche spostando lo sguardo sugli altri attori della politica, le cose non vanno molto meglio. Berlusconi è un “padre Duce”, senza discendenza e politicamente sterile. E Grillo si presenta come un “padre-ragazzo”, che si maschera da adolescente e parla il linguaggio semplificato degli insulti. Starebbe ai suoi giovani figli il compito di “farlo ragionare” per il bene della democrazia…

Recalcati sembra non vedere che il vero limite di tutte queste situazioni descritte è l’esclusivo protagonismo di figure maschili. Penso che siamo nel tempo in cui l’autorevolezza della politica, come qualunque altro “potere” che ha bisogno di credibilità, può costituirsi solo riconoscendo pienamente il ruolo delle donne, delle madri e delle figlie. Il diaframma tra pubblico e privato, personale e politico, oikos e polis, è caduto irreversibilmente.

Le clamorose dimissioni del Papa hanno alzato il velo anche su questa realtà. Ma la Chiesa cattolica ha il pregio di rendere esplicito il valore fondante per il potere di un “separatismo” maschile che è stato finora praticato, anche se in forme meno consapevoli e meno liturgicamente appariscenti, in tutti i luoghi in cui il potere si esercita: partiti e istituzioni, accademie, giornali e tv, eserciti, industrie e banche.

Un potere che però sembra fallire clamorosamente. Una parte del femminismo italiano ha teorizzato da tempo la “fine del patriarcato”, di cui vedremmo qui i sintomi. Una traduzione mediatica un po’ banale è la ricorrente “crisi del maschio”. Maschi accecati dal rancore che diventano violenti. Maschi attanagliati dalla paura che fuggono dalle proprie responsabilità, mentono su se stessi, restano adolescenti insicuri. Un dato comune di fragilità e di incapacità al cambiamento di sé che descrive una nuova “questione maschile”. Ma è proprio vero che il destino di noi uomini sia oggi condannato all’arroganza fallimentare del potere, o all’insignificanza di un ripiegamento malinconico?

In realtà da anni esiste anche in Italia una rete di gruppi di uomini e di singoli che hanno sviluppato una riflessione critica sui modelli maschili dominanti. “Abbiamo iniziato – dice un testo che con gli amici di Maschileplurale abbiamo messo al centro di un incontro pubblico e di una discussione in rete – prendendo la parola, come uomini, contro la violenza maschile sulle donne. Ma la violenza è parte di un universo culturale condiviso non solo dai violenti: per contrastarla è necessario mettere in discussione il nostro immaginario, la nostra idea delle relazioni tra i sessi, le nostre aspettative e proiezioni nei rapporti con le donne e con gli altri uomini. Oggi sentiamo la necessità di andare oltre la denuncia della violenza e delle sue radici e costruire un percorso in grado di dare voce al desiderio di cambiamento di noi uomini”.

Nessun equivoco edificante: uomini buoni contro uomini cattivi. Ma ricerca e verifica di un mutamento possibile. Di un desiderio che si esprime anche nella voglia di molti giovani maschi di un modo nuovo di essere padri, di impegnarsi nei lavori di cura che vengono finalmente riconosciuti come essenziali per lo stare al mondo, al di là dei ruoli stereotipati di genere. Non è cresciuta ancora una corrispondente capacità di esprimere queste novità come fatto collettivo, pubblico, di farne un conflitto leggibile con l’esistente. Di tradurlo, in definitiva, in un fatto politico. Capace di cambiare davvero lo stato presente delle cose.

Mio fratello è figlio unico – Cosa cambia se cambiano i desideri degli uomini?
Con questo titolo noi di Maschile Plurale proponiamo un incontro pubblico tra uomini e donne a Roma, il 16 e 17 marzo prossimi.

Vorremmo aprire una discussione sul mutamento delle relazioni tra i sessi e sul rapporto tra questo mutamento e ciò che intendiamo per politica.

Sabato 16 marzo 10-13,30 – 15-19 _Domenica 17 marzo 10-13,30.
Nei locali dello SCUP (via Nola 5) Roma – S.Giovanni

 

 
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